La CCSVI sarà riconosciuta anche in Italia?
Esito dell’incontro al Ministero della Salute tra la nostra Associazione ed i proff. Garaci e Zangrillo.
Roma - “E’ paradossale che ad oggi la CCSVI non possa essere ancora diagnosticata e curata anche in Italia - è quanto ha affermato il vicepresidente dell’Associazione Nazionale CCSVI nella SM, Daniele Novi, durante l’audizione tenutasi oggi presso la sede del Ministero della Salute a Roma. Attualmente da Stanford a New York, da Harvard a Ginevra, dalla Polonia alla Serbia, dalla Germania alla Giordania, la CCSVI è riconosciuta come patologia e trattata chirurgicamente secondo quanto definito dalla Consensus Conference mondiale del settembre 2009”.
L’Associazione ha dunque portato nuove istanze innanzi al professore Enrico Garaci, Presidente dell’Istituto Superiore della Sanità, e al professore Alberto Zangrillo, Presidente della Seconda Sessione del Consiglio Superiore della Sanità, ed hanno condiviso l’opportunità di procedere speditamente alla definizione di linee guida per l’Italia finalizzate a valutare la CCSVI indipendentemente dalla SM (Sclerosi Multipla), con particolare riguardo alla fase diagnostica.
In un sereno clima costruttivo è stato in più occasioni ribadito all’Associazione che, ad oggi, nessun impedimento formale grava sul chirurgo vascolare che dovesse ritenere necessaria la disostruzione venosa una volta diagnosticata la CCSVI ed accertati eventuali scompensi ad essa riconducibili. L’Associazione, alla fine dell’incontro, è fiduciosa per l’impegno preso ad avere un primo riscontro in tempi rapidi.







