Skip to main content

23-Roma, 25 giugno 2010 – ministero della Sanità

Il 25 giugno a Roma i delegati dell’Associazione: Francesco Tabacco, Daniele Novi, Stefania Maselli e Pino Cucci sono ricevuti presso il Ministero della Salute. “E’ paradossale che a oggi la CCSVI non possa essere ancora diagnosticata e curata anche in Italia – è quanto ha affermato il vicepresidente dell’Associazione Nazionale CCSVI nella SM, Daniele Novi, durante l’audizione tenutasi presso la sede del Ministero della Salute a Roma. Attualmente da Stanford a New York, da Harvard a Ginevra, dalla Polonia alla Serbia, dalla Germania alla Giordania, la CCSVI è riconosciuta come patologia e trattata chirurgicamente secondo quanto definito dalla Consensus Conference mondiale del settembre 2009”. L’Associazione ha dunque portato nuove istanze innanzi al professor Enrico Garaci, Presidente dell’Istituto Superiore della Sanità, e al professor Alberto Zangrillo, Presidente della Seconda Sessione del Consiglio Superiore della Sanità, ed hanno condiviso l’opportunità di procedere speditamente alla definizione di linee guida per l’Italia finalizzate a valutare la CCSVI indipendentemente dalla SM (Sclerosi Multipla), con particolare riguardo alla fase diagnostica. In un sereno clima costruttivo è stato in più occasioni ribadito all’Associazione che, a oggi, nessun impedimento formale grava sul chirurgo vascolare che dovesse ritenere necessaria la disostruzione venosa una volta diagnosticata la CCSVI e accertati eventuali scompensi a essa riconducibili. 

Pino Cucci, Consigliere Nazionale e promotore dell’incontro.