2026, l’anno che verrà…
In arrivo il nuovo anno e porta con sé idee, progetti e buoni propositi.
L’accogliamo con l’emozione che sempre accompagna un nuovo inizio.
Anche quest’anno abbiamo scelto la cosa più semplice e più importante: esserci!
Con i nostri volti, le nostre energie e le parole che guidano ogni giorno il nostro impegno.
È un’ulteriore occasione per ricordare che dietro l’Associazione ci sono persone, relazioni e responsabilità condivise. E che il nostro lavoro continua, durante le feste e oltre, perché una comunità più giusta non si costruisce da sola.
A chi ci sostiene, a chi ci segue, a chi ci sprona, a chi ci affida una parte della propria voce vogliamo porgere i nostri più graditi auguri di fine anno e di inizio 2024, sottolineando che la nostra associazione è sempre attiva, proprio per non abbandonare i nostri progetti e le vostre speranze. In occasione del Natale, dove ci si scambiano doni per dimostrare affetto, gratitudine e amore, ti chiediamo di pensare anche a noi e contribuire alla realizzazione dei progetti con una donazione ma, soprattutto, rinnovando la tua iscrizione. Ringraziamo tutti coloro che ci hanno sostenuto con le quote associative annuali, con donazioni, con l’assegnazione del 5×1000 delle loro imposte e a coloro che, in occasione di ricorrenze o festività, hanno contribuito a finanziare le nostre attività.
Un particolare ringraziamento va Al Comune di Granarolo Dell’Emilia, che da sempre sostiene la nostra attività associativa, alla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna che ha finanziato il nostro progetto “La Comunità che cura” che sarà realizzato nel corso del prossimo anno, A Paolo Sebartoli.
Grazie ai nostri Testimonial Anna Serova, al Maestro Mauro Ivano Benaglia dell’Accademia concertante d’Archi di Milano e al Gruppo Cinofili cani da valanga o di soccorso Madonna della strada Pontevico (BS). Auguri a tutti voi, che siete la nostra seconda famiglia, a voi volontari, a voi simpatizzanti e a voi partner, ed oltre a tutti voi il nostro buon anno va soprattutto agli ultimi… Ecco noi auguriamo a voi, ultimi di questa terra, di poter vivere e non sopravvivere, auguriamo che ci sia giustizia e non elemosina, auguriamo che almeno una volta, in quest’anno coloro che vivono dalla parte ricca del mondo facciano un gesto di vera solidarietà, che significherebbe aver compreso che siamo tutti sulla stessa barca, o meglio, sulla stessa terra.
Buone Feste a tutti!

Secondo Sant’Agostino, la musica è la “scientia bene modulandi”, l’arte cioè di saper trovare sia la misura (il “modus” latino”) che il ritmo per ordinare le note sino a farne una melodia, ovvero un canto o una composizione strumentale che ai nostri orecchi giunga “dolce come il miele”.
Ebbene, in mezzo a tante opere e composizioni degne di nota, il “Messiah” di Georg Friedrich Händel (1685-1759) si staglia verso il cielo come una cattedrale di suoni, un monumento fatto di note che si levano tanto in alto da superare ogni barriera religiosa e linguistica.
Il più famoso Oratorio di Händel si articola in 47 numeri suddivisi in tre parti, dove i recitativi si alternano alle arie, il canto del coro a quello dei solisti e ai duetti, per la durata di circa due ore e mezza in un trionfo di soluzioni ritmiche, processi armonici e colpi ad effetto che mantengono sempre viva l’attenzione degli ascoltatori.
Vi auguriamo buon Natale dedicandovi quattro minuti di ascolto del Coro dell’“Hallelujah” in particolare, che al numero 39 chiude la seconda parte.
A detta dello scrittore e storico austriaco Stefan Zweig (1881-1942) rientra fra le non molte “Ore stellari dell’Umanità”, momenti così carichi di potenziale drammatico “da racchiudere in un’unica data e ora, spesso in un solo minuto, una decisione destinata a trascendere la contingenza.