CCSVI 15 anni dopo
Da oltre un decennio moltissimi specialisti in chirurgia vascolare e radiologia interventistica
presentano lavori, risultati con numeri importanti e immagini che da sole valgono più di mille
parole, e tutti concordano sul fatto che la CCSVI esiste. Ma allora e ancora perché negarne
l’esistenza? La CCSVI, come patologia o meglio come anomalia vascolare è da sempre stata
associata alla Sclerosi Multipla, malattia di competenza neurologica che nessuno ha mai voluto
discreditare o disconoscere. Nell’ambito di questa terribile malattia, che colpisce tanti giovani, si è
riscontrato in parallelo una elevata frequenza di anomalie vascolari a carico del sistema vascolare
drenante (cioè venoso) dall’encefalo e midollo verso il sistema cuore e polmoni.
Così il Dottor Zamboni commenta 15 anni di diatriba scientifica
Circa 15 anni fa, a Ferrara abbiamo descritto per primi al mondo la patologia della ostruzione cronica nelle vene giugulari. Notammo la patologie inizialmente in persone ammalate di sclerosi multipla, provocando una incredibile controversia scientifica alimentata con livore da molti nostri colleghi neurologi. Successivamente la notammo associata anche ad altre patologie. Tutte queste, per quanto diverse fra loro, in comune presentavano sintomi come mal di testa, affaticamento cronico, vertigini, senso di annebbiamento cerebrale eccetera.

Quindici anni dopo come vedete nella figura, che mi scuso essere scritta in lingua inglese, è normale leggere sulle riviste di neurologia internazionali che se la vena #giugulare interna è ristretta, si manifestino proprio i sintomi che noi avevamo descritto 15 anni fa. L’importante per pubblicare è non nominare mai le parole #CCSVI e #sclerosimultipla. Comunque sia, è evidente che ormai l’elefante è entrato nella stanza.
Fonte dal profilo facebook del Dottor Zamboni: Paul Zambo Fox