Skip to main content

03-Inaugurazione centro malattie vascolari

Ferrara, 26 marzo 2010

Inaugurato il Centro malattie vascolari

 

E’ stato presentato il 26 marzo 2010 mattina nella cornice dell’Aula Magna di Palazzo Renata di Francia, sede del Rettorato dell’Università di Ferrara, il Centro di Ricerca Interdipartimentale “Centro Malattie Vascolari” diretto dal Prof. Paolo Zamboni.

L’incontro è stato anche occasione per sottolineare gli importanti risultati scaturiti dalla collaborazione tra l’Ateneo di Ferrara e la Fondazione Hilarescere.

Il “Centro Malattie Vascolari” rappresenta un tassello importante per lo sviluppo della ricerca, diagnosi e cura dell’insufficienza venosa cerebro-spinale cronica, CCSVI, frutto della collaborazione tra il Prof. Paolo Zamboni e il Dott. Fabrizio Salvi che, alla Consensus Conference UIP 50 del settembre 2009 a Montecarlo, è stata inserita all’unanimità dagli esperti di malformazioni vascolari di 47 paesi approvandone la diagnosi e la terapia.

All’iniziativa hanno partecipato Patrizio Bianchi, Rettore dell’Università di Ferrara, Fabio Roversi Monaco, Presidente della Fondazione Hilarescere e il Prof. Paolo Zamboni.

“Il Centro Malattie Vascolari – afferma il Rettore Bianchi – è stato fortemente voluto dalla nostra Università, un’Università dove la ricerca costituisce l’anima di tutte le nostre attività. Il Centro svolgerà attività di ricerca, di prevenzione, di educazione sanitaria, diagnosi e terapia del sistema vascolare periferico”.

“La Fondazione Hilarescere – chiosa Bianchi – ha finanziato la ricerca in collaborazione con l’Università di New York, dipartimento di neuroimmagini di Buffalo, dai cui promettenti esiti, insieme a tutte le pubblicazioni prodotte del team italiano di assoluto valore internazionale, è nata questa struttura, che è sostenuta istituzionalmente dalla Regione Emilia Romagna per quanto concerne il programma di CCSVI e le relative implicazioni in altre patologie”.

La scoperta del Prof. Paolo Zamboni, CCSVI (acronimo di “insufficienza venosa cronica cerebro spinale”) è oggi riconosciuta e condivisa in tutto il mondo come consistente in stenosi malformative di varia foggia che colpiscono le vene giugulari interne e altre vene cerebrali, associandosi in modo preoccupante alla sclerosi multipla. In due promettenti studi pilota, il trattamento endovascolare mini invasivo della CCSVI ha apportato notevoli miglioramenti al malato di sclerosi multipla.

Non già così promettente era il quadro della ricerca quando il Consiglio della Fondazione della Cassa di Risparmio in Bologna ha deciso di contribuire a costituire la Fondazione Hilarescere. La qualità metodologica già impressa dal Prof. Paolo Zamboni ed i tratti di schietta passione medica del Dott. Fabrizio Salvi, hanno però fatto ritenere di accompagnare l’Università di Ferrara in un percorso di ricerca di cui oggi si consolida una prima, fondante, tappa. Un primo momento può dirsi, dunque, aver raggiunto il suo compimento con l’articolata pubblicazione su riviste scientifiche internazionali delle ricerche patrocinate.

Grazie all’impegno profuso, possiamo oggi affermare anche l’’origine delle stenosi della CCSVI, in quanto lo scorso settembre a Montecarlo il panel di esperti della IUP, la più vasta organizzazione scientifica che si occupa di patologia venosa, non ha esitato ad inserirle fra le malformazioni venose di tipo trunculare, ovvero fra quelle che si sviluppano fra il 3° ed il 5° mese di vita intrauterina, inserendole nel documento di consenso internazionale che ne avalla anche la terapia.

Date le modalità di sviluppo già accertate dei danni prodotti da questa malattia, ciò deve suonare come un fortissimo monito ad accelerare al massimo i percorsi amministrativi per la cura ordinaria di tale patologia.

Per una volta siamo all’avanguardia nel mondo per capacità e valore scientifico; la Fondazione Hilarescere continuerà a patrocinare le ricerche che avranno nel Centro che oggi abbiamo inaugurato il loro fulcro, impegnando risorse ed attenzioni. Si è ottenuta la disponibilità da parte di Esaote S.p.A., che ha accompagnato il professor Zamboni dandogli fiducia da subito e fornendogli gratuitamente i mezzi tecnologici per approfondire le sue ricerche ed oggi si è impegnata con Hilarescere a dotare il Centro di tutte le sue apparecchiature e degli aggiornamenti via via necessari.

Hilarescere, inoltre, oggi annuncia il cofinanziamento ( la Fondazione parteciperà acquistando le apparecchiature richieste nell’ambito del progetto del Tecnopolo della città di Ferrara che fornirà gli spazi e il personale specializzato nelle cellule endoteliali ) di un progetto di ricerca del Centro sullo studio dei meccanismi infiammatori e degenerativi nei pazienti con insufficienza cerebrospinale venosa associata alla Sclerosi Multipla: in sintesi si tratterà di riprodurre flussi alterati nelle vene cerebrali utilizzando vere cellule umane che rivestiranno i tubi delle apparecchiature.

Questo modello, che non richiede inutili sacrifici animali, permetterà di ricostruire i meccanismi patogenetici della CCSVI nella sclerosi multipla.

Proseguirà così una collaborazione che porta oggi persino l’ Imperial College di Londra a richiedere formazione accademica nel Centro nascente o l’Università di Harvard a collaborare con il Prof. Paolo Zamboni su un altro aspetto di questa ricerca, gli accumuli di ferro nel cervello; tutti i nostri sforzi sono, però, indirizzati ad alleviare le pene a cui queste patologie sottopongono i malati.

 

Qui potete visionare i video relativi al Convegno: