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06-Sclerosi multipla, al via sperimentazione con le cellule staminali cerebrali

Il 7 giugno 2017 a Roma, una delegazione della CCSVI nella Sclerosi Multipla (SM) è stata invitata per un’audizione a Palazzo Giustiniani, che ha avuto come tema le cellule staminali neurali. 

 

Le staminali neurali, una nuova frontiera della ricerca per la cura della Sclerosi Multipla (SM).

Il Ministero della Salute ha dato il via definitivo per procedere ufficialmente con la fase I. Il direttore scientifico dell’Associazione Revert, professor Angelo Vescovi, insieme Amons. Vincenzo Paglia, Presidente dell’Associazione e della Pontificia Accademia per la vita hanno portato evidenze scientifiche che aprono nuove strade per la cura di questa malattia. Le cellule staminali neurali sono già in via di sperimentazione per la malattia della SLA in cui sembra trovare un riscontro positivo e finalmente si estenderà anche alla SM. Malattia tutt’altro che monolitica, la sclerosi multipla si presenta in diverse forme caratterizzate da decorsi nettamente diversi tra loro. Una di queste forme, la sclerosi multipla secondaria progressiva, rappresenta circa il 30 per cento dei casi di sclerosi multipla e le persone che ne sono affette hanno una fase iniziale di tipo recidivante-remittente, dopodiché si assiste a un cambiamento sensibile nella qualità e nella frequenza delle recidive: le crisi possono infatti essere meno frequenti, mai recuperi sono spesso incompleti. I segni e sintomi della malattia tendono quindi a peggiorare, e con essi i deficit fisici e cognitivi che si accumulano col passare del tempo. Ma per questi pazienti potrebbe essere in arrivo una grande novità: l’Associazione Revert, la ‘Casa Sollievo della Sofferenza’ in collaborazione con la Fondazione Cellule Staminali, l’azienda ospedaliera di Terni, lo Swiss Institute for Regenerative Medicine e l’ospedale di Lugano, hanno presentato, dopo l’approvazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e dei comitati etici, l’avvio della sperimentazione clinica di fase I sulla sclerosi multipla secondaria progressiva con trapianto di cellule staminali cerebrali umane.

 

Le cellule utilizzate sono scevre da qualunque problematica etica relativa alla loro origine, poiché derivate da un tessuto cerebrale prelevato da feti deceduti per cause certificate come naturali, utilizzando la stessa procedura autorizzativa e di certificazione della donazione volontaria di organi per trapianto da individui adulti. La sperimentazione prevede il trattamento di pazienti con cellule staminali umane isolate dal sistema nervoso centrale ed è condotta secondo la normativa internazionale vigente, in accordo alle regole dell’European Medicine Agency (EMA), con cellule di grado clinico, prodotte e conservate dal laboratorio cellule staminali, Cell factory e Biobanca di Terni in stretto regime di Good Manufacturing Practice (GMP).

Lo scopo della fase I sarà quello di attestare la fattibilità, sicurezza e tollerabilità del trattamento cellulare tramite trapianto, realizzato grazie alla tecnica tutta italiana, messa a punto nel 1996 dal gruppo del professor Angelo Luigi Vescovi, mediante indagine di eventi avversi ad esso imputabili. “Siamo molto soddisfatti di poter presentare oggi l’avvio della sperimentazione clinica di fase I sulla sclerosi multipla poiché rappresenta un nuovo traguardo per la ricerca scientifica italiana verso la cura delle malattie neurodegenerative – ha dichiarato Vescovi, direttore scientifico di Revert Onlus – per scelta, si è trattato di un percorso estremamente complesso, finalizzato a garantire la massima sicurezza per i pazienti ed i risultati già raggiunti con il trial di fase I della ricerca sulla sclerosi laterale amiotrofica (SLA) ci rendono fiduciosi che la strada sia quella giusta”.

L’avvio della sperimentazione clinica di fase I con trapianto nel cervello di staminali, rappresenta la terza tappa di un percorso iniziato 12 anni fa, con la creazione della banca mondiale di staminali del cervello umano – ancora oggi unica al mondo – proseguito con il primo trapianto in 18 pazienti con SLA nel 2012 la cui sperimentazione si è conclusa con successo nel 2015. Tale percorso permette ora di procedere con il primo trapianto intracerebrale su pazienti affetti da sclerosi multipla con cellule che presentano il più alto grado di sicurezza attualmente disponibili al mondo, essendo già state utilizzate per trapianti in esseri umani, tanto da essere considerate un punto di riferimento dal ‘New England medical journal’.

“La disponibilità di queste cellule staminali cerebrali di grado clinico – prosegue Vescovi – garantirà inoltre l’implementazione del prossimo stadio di questo progetto. Abbiamo infatti intenzione di rendere queste cellule disponibili per le attività di ricerca presenti in tutto il mondo che al momento non possono implementare nuove sperimentazioni proprio per la mancanza di cellule appropriate. Tutto questo avverrà naturalmente in un regime no profit. Si tratta di un nuovo traguardo che confermerà ancora una volta la posizione di primaria importanza che il nostro paese occupa nella ricerca biomedica sulle staminali cerebrali e sulle terapie cellulari per le malattie neurodegenerative”.

“Stiamo facendo tutto il possibile, affermato monsignor Vincenzo Paglia, per dare una speranza a tutte le persone che affrontano quotidianamente questa malattia, e alle loro famiglie. Centimetro per centimetro, la ricerca di Revert sta procedendo nel rispetto di tutte le regole deontologiche e morali ma abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti per raggiungere il traguardo comune”.

“È importante valutare più strade per una malattia che in Italia colpisce circa 110.000 persone ed è, ad oggi, una delle più gravi e diffuse. – ha affermato il Presidente della CCSVI nella Sclerosi Multipla ONLUS Gualtiero Nicolini. Il paziente per noi è il centro e ben venga qualsiasi ricerca verso la soluzione per questa terribile malattia”.