31-European Committee for Treatment and Research in Multiple Sclerosis (ECTRIMS)
Göteborg, 13 – 16 ottobre 2010
Nell’ultimo anno sono state riportate alcune osservazioni scientifiche sulla possibile presenza di anomalie del circolo venoso cerebrale nelle persone con Sclerosi Multipla (SM), che hanno suscitato grande interesse sia nel mondo scientifico sia, soprattutto, nelle persone con Sclerosi Multipla e nelle loro Associazioni il cui compito è anche quello di promuovere la ricerca scientifica sulla malattia.
I primi studi presentati nel 2009 del gruppo del Prof. Paolo Zamboni presso l’Università di Ferrara e del gruppo del Prof. Robert Zivadinov presso l’Università di Buffalo hanno suggerito un’associazione tra insufficienza venosa cerebrovascolare cronica o insufficienza cerebrospinale venosa cronica (CCSVI) e SM, mentre altri studi successivi hanno conseguito risultati in contrasto con questi studi.
Durante il congresso dell’European Committee for Treatment and Research in Multiple Sclerosis (ECTRIMS) tenutosi a Goteborg dal 13 al 16 Ottobre 2010, in due sessioni dedicate e 14 poster, i ricercatori e clinici hanno presentato risultati diversi e contrastanti sul tema della CCSVI e la SM. Inoltre la European Charcot Foundation ha organizzato in apertura del congresso un simposio dedicato al tema CCSVI: correlazione con la Sclerosi Multipla.
Paolo Zamboni (Ferrara, Italia), Robert Zivadinov (Buffalo, New York), Florian Doepp (Berlin, Germania), Omar Khan (Detroit, Michigan) tra i principali esponenti delle ricerche finora realizzate nell’ambito CCSVI e SM durante il simposio hanno discusso i risultati scientifici cercando di rispondere alle domande ancora aperte su questo argomento e che dividono la comunità scientifica. Tra i vari argomenti di dibattito: la mancanza di una tecnica “gold standard” per la diagnosi o di linee guida validate, il disaccordo su quali tecniche di immagine sono migliori per valutare le anomalie venose e risultati inconcludenti su come e quanto la CCSVI possa contribuire alle anomalie venose.
In conclusione possiamo affermare che valga lapena stigmatizzare questo scontro scientifico riportando quanto detto dal prof. Hommes, presidente della più importante fondazione mondiale Che si interessa di sclerosi multipla, non a caso intitolata allo scopritore della malattia, Charcot: “Solamente quando nuovi fenomeni che vengono dimostrati trovano un ostinato rifiuto ad essere armonizzati nella scienza esistente … possono nascere nuove teorie”. Usa il termine “dimostrare” ed infatti ricerche indipendenti hanno mostrato centinaia di flebografie consecutive effettuate su malati di sclerosi multipla che al 97,7% avevano anche CCSVI.