Da 15 anni percorriamo sempre la stessa strada in direzione ostinata e contraria
Sono trascorsi 15 anni da quando è stata scattata questa foto.
L’Associazione è restata in pista, continuando a lavorare e a testimoniare. Ma la fatica è stata tanta e il sostegno della base sociale insufficiente. Molte le idee e le proposte formulate, poche le gambe e le braccia per realizzarle. Sono consapevole del fatto che ciascuno di noi ha una vita e che tutto quello che facciamo lo facciamo a titolo gratuito e volontario. Nulla è dovuto, tutto è desiderato. Di certo non aiuta il clima politico e civico, particolarmente deprimenti – la partecipazione, come noi la intendiamo, sta ai minimi; le chiacchiere invece stanno al massimo. Quindi ci sta, sono i tempi della narrazione. Ma se guardo a noi, alla nostra Associazione, alla nostra breve e intensa storia, non posso immaginare la resa. Siamo un piccolissimo gruppo di persone, un numero ridotto di soci rispetto alle migliaia di adesioni che si contavano nel momento in cui abbiamo costituito il nostro sodalizio. Siamo, certo, minoritari ma sicuramente non “minori”. Abbiamo guadagnato stima e riconoscimento a tutto tondo, abbiamo costruito un patrimonio di conoscenza significativo. abbiamo fatto esperienza sul campo come pochi altri, abbiamo imparato a orientarci dentro le “strutture”, conosciamo la tenacia e la passione, non teniamo nulla per noi. Per questo non possiamo mollare. Dobbiamo trovare il modo migliore per proseguire, un modo diverso, forse. Dobbiamo trovare obiettivi che siano alla nostra portata. Anzi: alla portata di tutti i soci. Perché ciascuno, volendo, ha qualcosa da dare. Bisogna riuscire a valorizzare le capacità dei molti, questa è la vera sfida se vogliamo che la nostra realtà associativa abbia futuro. Come? Non lo so. Ma so che è necessario. Un’associazione che promuove la partecipazione, quella autentica, non può non occuparsi della scarsa partecipazione al proprio interno. O no? Ce lo chiedono i tanti malati di sclerosi multipla e lo dobbiamo ai tanti soci volontari che assieme a noi hanno percorso questo pezzo di strada, alcuni sino al termine della propria vita.
Francesco Tabacco