Quest’anno il premio Nobel per la medicina è andato a tre scienziati che hanno scoperto una classe di cellule immunitarie che aiutano a impedire che il nostro corpo attacchi i suoi stessi tessuti e organi. Mary Brunkow, biologa molecolare, Fred Ramsdell, consulente scientifico, e Shimon Samaguchi, immonologo, divideranno il premio di 11 milioni di corone svedesi, pari più o meno a un milione di euro, conferito «per le loro scoperte riguardanti la tolleranza immune periferica».
Il premio Nobel per la Medicina a tre scienziati che ci hanno dato una speranza per la cura delle malattie autoimmuni
Il premio Nobel per la Medicina a tre scienziati che ci hanno dato una speranza per la cura delle malattie autoimmuni
Mary Brunkow, Fred Ramsdell e Shimon Samaguchi hanno scoperto le cellule immunitarie T regolatorie, che impediscono al nostro corpo di attaccare i suoi stessi tessuti e organi, e i meccanismi genetici del loro funzionamento. Una rivoluzione nel modo in cui pensiamo funzioni il nostro sistema immunitario, che ci permetterà nei prossimi anni, o addirittura mesi, di trovare il modo per utilizzare quelle stesse cellule per la cura di malattie come il diabete di tipo 1, l’artrite reumatoide, la sclerosi multipla
Le cellule T
Ma cosa hanno scoperto questi scienziati? Particolari cellule linfocitarie del nostro sangue, chiamate cellule T, svolgono un ruolo fondamentale nel nostro sistema immunitario: sono quelle che attaccano le cellule cancerose o le cellule infettate da un batterio da un virus. Però, nel 1995 Samaguchi scoprì un nuovo sottotipo di cellule T – che lui chiamò cellule regolatorie. Si rese conto che queste cellule, molto rare e difficili da individuare, servono come una specie di “freno” per il sistema immunitario: difatti, impediscono che esso iper-reagisca contro una minaccia esterna, oppure se ha già iper-reagito ne sopprimono la risposta.
Le cellule T regolatorie costituiscono solo l’1-2 per cento di tutte le cellule T, però – ha spiegato Samantha Bucktrout, immunologa ex-collega di Ramsdell, «sono come un corpo speciale di polizia che tiene tutti al loro posto». Arrivano sul posto in cui è in corso una reazione immunitaria del nostro corpo e «chiudono tutto. Poi puliscono e fanno spegnere la risposta infiammatoria in maniera efficacissima».
Samaguchi ha dimostrato che topini da laboratorio che erano stati privati delle cellule T regolatorie sviluppavano malattie autoimmuni della tiroide, del pancreas e di altri organi, e che se venivano somministrate a quegli stessi topini soluzioni che contenevano cellule T regolatorie la progressione di quelle malattie si arrestava. Fu una scoperta fondamentale: prima gli scienziati avevano sospettato per decenni che il nostro sistema immunitario contenesse, diciamo così, un sistema di frenaggio incorporato, ma nessuno l’aveva mai trovato.
Negli anni seguenti, altri team di ricercatori isolarono altri tipi diversi di cellule di regolatorie, ognuna delle quali aveva sue specifiche proprietà di immunosoppressione. E altri scienziati ancora iniziarono a pensare a come poter utilizzare queste cellule per porre freno alle malattie autoimmuni.
Notizia tratta dall’editoriale
Ulteriori chiarimenti sull’importanza della scoperta, a cura del Dr. Brandon Beaber