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«Il Suono del Muro che cade»

«Il Suono del Muro che cade»:
quello dell’approccio tradizionale alla comprensione della eziopatogenesi della sclerosi multipla.

 

Questo il titolo del convegno che il 24 settembre Del 2010 si svolse alla sede bolognese del CNR (via Gobetti 101), promosso ed organizzato dall’Associazione Nazionale Ccsvi nella Sclerosi multipla e col patrocinio del CNR area ricerca di Bologna. Il muro che si intendeva sgretolare già da quel tempo, come spiegava il prorettore dell’Universitá di Bologna Dario Braga, delegato alla ricerca scientifica, era il modo pregiudiziale di affrontare le novità emergenti in relazione alla Ezio patogenesi della sclerosi multipla da parte della Neurologia, delle Case farmaceutiche, e anche da parte dell’Aism (Associazione italiana sclerosi multipla).

La luce in fondo al tunnel torna a brillare 12 anni dopo.

Sull’ultimo numero di Neurology, una delle riviste scientifiche più importanti nel campo della Neurologia internazionale, si apprende che persone giovani con declino cognitivo ed annebbiamento cerebrale, sintomo ben noto nelle persone con sclerosi multipla, è consigliato eseguire l’angioplastica delle vene giugulari. Con sorpresa, per noi, che da anni seguiamo questa vicenda scientifica, apprendiamo che i sintomi migliorano.
La speranza é che adesso in Italia, e nel resto del mondo, ci sia una maggiore collaborazione per eseguire questa terapia.

A seguire il link che riporta alla rivista neurologi e, a seguire un abstract tradotto in
italiano.

https://n.neurology.org/…/…/18/WNL.0000000000201037.full.pdf

Abstract:

La disfunzione cognitiva è spesso sfaccettata e può essere osservata in tutte le fasce d’età.

La combinazione di declino cognitivo e aumento della pressione intracranica può suggerire possibili anomalie anatomiche. Presentiamo un case report dal nostro centro accademico che descrive un giovane con nuovo affaticamento cognitivo e nebbia cerebrale in un contesto di aumento della pressione venosa che si è risolto con un intervento chirurgico in un sito di stenosi della vena giugulare.
Abbiamo cercato di approfondire le attuali ipotesi della ricerca di base e clinica relative alla fisiopatologia alla base della congestione vascolare venosa e dei disturbi neurologici associati. Sono necessarie ulteriori ricerche per chiarire i meccanismi alla base della congestione venosa e della cognizione per identificare meglio le terapie e migliorare la qualità della vita dei pazienti.

In particolare: • La venografia dinamica eseguita con manovre provocatorie del collo e la misurazione della pressione torsionale identificherà i pazienti a rischio con sospetta congestione venosa cerebrale. • Un elevato gradiente di pressione venosa cerebrale dovuto al processo trasverso di C1 può essere ridotto dalla tuberculectomia di C1.
• Nei pazienti che si presentano con sospetta pressione intracranica anormale e nuovo declino cognitivo, deve essere considerata la possibilità di congestione venosa cerebrale (CVC) da stenosi o ostruzione.