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La scomparsa di Massimo Cocchi

Ci sono persone che entrano nella tua vita in silenzio, in punta di piedi, piano piano condividi con loro momenti di vita, di crescita personale e comunitaria, momenti importanti che neanche per un attimo ti fanno immaginare che in un baleno tutto può cambiare…finire.

Il Prof. Massimo Cocchi ha sempre rappresentato l’immagine del trionfo della passione perché, in fondo, la passione vince sempre ed è ciò che tiene realmente vivi. I metodi rigidi, la settorialità estrema, il calcolare tutto, cose tanto di moda oggi, uccidono l’intuizione e il sapere.

Parliamo di quella passione che è stata sempre motore e fonte di scoperte, di nuove domande, di nuovi orizzonti, quella che apre alla conoscenza che non si pone gabbie o limiti troppo stretti. Raramente quella passione si accontenta di rimanere chiusa nell’animo di chi la ospita; essa ha bisogno di uscire, di “viaggiare”, di condividere.

Ed il Professore, di questo è stato prova ed esempio… Ecco perché i passionali sono poco amati da alcuni accademici (non tutti): si chiama invidia. Il passionale vero, quello che arde di sete di sapere, vola in alto, molto più in alto; oltre i titoli (possibilmente importanti ma non per tutti fondamentali), oltre la povertà dell’estremo rigore metodico, oltre, oltre…

In questi suoi ultimi giorni terreni, il Prof. ci ha lasciato una sua ultima toccante riflessione su come vivere la vita e la morte e che noi vogliamo condividere con tutti voi cliccando il seguente link: Vivere la vita e vivere la Morte.

Dalla nostra associazione giunga un sincero cordoglio alla famiglia. Di lui ci resteranno ricordi indelebili, la tanta umanità e generosità espressa nei confronti dei nostri associati e di coloro che nella vita tendono una mano e trovano sempre qualcuno pronto a sostenerli.

Ciao Massimo, e che la terra ti sia lieve.