LA CEFALEA CRONICA NON RESPONSIVA ALLA FARMACOLOGIA FINALMENTE PUÒ ESSERE TRATTATA

Studio italiano: ulteriore conferma sul legame tra il ripristino del flusso venoso e il sollievo dall’emicrania!

Annals of Clinical and Medical Case Reports Onorati P.1,2*, Toma G.1,2, Lupattelli T.1 and Bellagamba G.1 1.Istituto Clinico Casalpalocco GVM Sanità, Roma, Italy 2.Dip. Di Fisiologia e Farmacologia “V. Erspamer” Università Degli Studi di Roma – La Sapienza, Italy

La cefalea refrattaria ad ogni tipo di trattamento farmacologico è una malattia ampiamente diffusa nella popolazione, nello specifico la terza malattia più diffusa al mondo in assoluto.

Un intervento di dilatazione alle vene giugulari, che in questi pazienti risultano molto spesso di calibro insufficiente, permette di alleviare se non addirittura risolvere completamente il dolore.

Questa riduzione del diametro delle vene giugulari (scoperta all’inizio del nuovo secolo proprio da un ricercatore italiano, il Professor Paolo Zamboni dell’Università di Ferrara) prende il nome di CCSVI o Insufficienza Venosa Cronica Cerebro Spinale e comporta un accumulo di sangue (che non riesce a defluire bene attraverso le vene del collo), a livello della circolazione venosa del sistema nervoso centrale con un conseguente aumento della pressione endovenosa a tale livello.

Sarebbe infatti proprio questo incremento pressorio il principale responsabile della cefalea.

Tuttavia, i meccanismi di correlazione tra la cefalea e la CCSVI vanno in parte ancora chiariti.

È però sempre più evidente che molti pazienti trattati per CCSVI hanno mostrato un sensibile miglioramento del loro stato di salute registrando anche la totale scomparsa dei sintomi correlati alla cefalea anche nel lungo periodo.

Il trattamento di queste steno-ostruzioni delle vene affette consiste in una dilatazione a palloncino delle vene giugulari (alla stregua di quello che viene eseguito ormai di routine nelle arterie coronarie del cuore) eseguita per via endovascolare che risponde più propriamente al nome di Angioplastica.

La tecnica è estremamente sicura e addirittura non prevede nemmeno una notte di ricovero in clinica.

Il paziente, infatti, entra la mattina per essere dimesso nel tardo pomeriggio. Questo perché, in mani esperte, la procedura non comporta assolutamente rischi ed è molto ben tollerata dal paziente.

È quindi un intervento semplice, indolore e molto sicuro!

Le cefalee croniche o acute non sono tutte uguali e spesso nascondono problemi gravissimi: è per questo motivo che non devono mai essere sottovalutate. La diagnosi è un momento fondamentale.

Esistono delle forme di emicrania cronica farmaco-resistente che oggi possono essere trattate con un’operazione straordinaria attraverso le vene giugulari: una nuova frontiera che continua a esplorare il Dott. Tommaso Lupattelli.

Conclusioni: “Possiamo postulare l’esistenza di un meccanismo secondo il quale ripristinando i corretti valori di flusso/temperatura cerebrale si ripristina una condizione fisiologica, con la riduzione dell’infiammazione e con la remissione/miglioramento dei sintomi (…).”

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