La Testa

C’è chi l’abbassa, chi la nasconde e chi la perde. Io preferisco chi la usa. Rita Levi Montalcini.

Ricapitoliamo: Sin dalla fine di gennaio, il prof. Salvatore Spagnolo, calabrese di Simeri Crichi (Catanzaro), classe 1959, uno dei massimi esperti di embolia polmonare, già primario di cardiochirurgia del Policlinico di Monza e oggi corresponsabile dell’Istituto Clinico Ligure di Alta Specialità Cardiochirurgia di Rapallo (Genova), vicino alla nostra Associazione da quasi 10 anni, non ha mai nascosto quanto già aveva intuito due mesi fa.

Rimasto inascoltato dalla comunità scientifica, avendo peraltro scoperto che i suoi colleghi cinesi erano giunti a conclusioni analoghe, ha continuato incessantemente a spiegare le sue acute osservazioni e conclusioni inerenti alla tremenda tragedia, che tutt’ora incombe, il COVID-19.

I primi giorni del mese di marzo il Professore invia alla nostra Associazione una lettera in cui riporta queste sue considerazioni invitandoci ad informare le autorità sanitarie e la nostra comunità associativa.

Il problema, come il Professore ha avuto, poi,  modo di spiegarci nel corso del suo intervento negli studi del canale televisivo, il Titolo Tv appuntamento di carattere divulgativo ed informativo da noi organizzato in data 13 aprile,ù, è cardiovascolarenon respiratorioLa gente va in rianimazione per tromboembolia venosa generalizzata, soprattutto (ma non solo) polmonare.

Per contrastare la formazione dei coaguli ed evitare la ostruzione dei vasi del microcircolo, il Professore invitava, quindi, a praticare la somministrazione dell’eparina prima che il virus alteri i fattori della coagulazione.

L’eparina somministrata a domicilio, durante l’insorgenza dei primi sintomi influenzali, non solo previene la formazione dei trombi ma modifica radicalmente l’andamento clinico di questa patologia.

Il commento del giornalista Maurizio Blondet dello scorso 12 Aprile sul suo blog: “Una bufala”, l’aveva subito bollata il mediatico scienziato Roberto Burioni: Una scemenza di proporzioni immense. Lo scritto mette insieme alcune cose vere con altre scemenze olimpioniche, e arriva a conclusioni che definire senza senso è generoso”.

Si riferiva ad una comunicazione concitata su Twitter, diventata virale (è il caso di dirlo), di un cardiologo di Pavia, secondo lui “fantomatico” (notizia diffusa dal Dottor Sandro Giannini di Bologna riportata il 14 aprile da FP).

https://www.formulapassion.it/worldnews/focus/coronavirus-buone-notizie-sulle-cause-dei-decessi-giannini-rizzoli-bologna-cortisone-489956.html

Ma in poche ore, medici dei diversi ospedali, da Bari a Firenze e Milano hanno usato l’eparina, e scoperto che “funziona” per risolvere il tragico e quasi ineluttabile aggravamento polmonare, fino alla morte, cui medici e infermieri dovevano assistere impotenti dopo aver intubato il malato.

Il cardiologo aveva commesso l’errore di scrivere su twitter, invece che riferire a Roberto Burioni, […] ma, come scrive la Gazzetta di Bari, sul tavolo autoptico gli “anatomopatologi, su suggerimento di altri specialisti (cardiologi, neurologi), si sono trovati davanti una scoperta che potrebbe cambiare clamorosamente lo scenario: «Il problema principale non è il virus – spiegano gli specialisti – ma la reazione immunitaria che distrugge le cellule dove il virus entra.

Il problema è cardiovascolare, non respiratorio. La gente va in rianimazione per tromboembolia venosa generalizzata, soprattutto (ma non solo) polmonare (sono attesi anche gli esami autoptici sul cervello, ndr).

In poche ore, medici di Milano, Brescia, Pavia, Bergamo, Napoli, Palermo si sono scambiati l’informazione, e ignari dei divieti di Roberto Burioni, hanno cominciato a utilizzare i farmaci che suggerivano i risultati delle autopsie: anti-infiammatori (cortisone) sconsigliati dai colleghi cinesi, per evitare “l’infiammazione che non curata distrugge tutto e prepara il terreno alla formazione dei trombi” e eparina, il noto e comunissimo anti-coagulante”, per prevenire i trombi.

Il giorno dopo la trasmissione, 14 aprile 2020, l’AIFA ha dato l’ok allo studio sperimentale sull’eparina che vede coinvolti 14 centri italiani coordinati dall’infettivologo Pierluigi Viale, ordinario di Malattie Infettive all’Università di Bologna e primario di Malattie Infettive al Policlinico Sant’Orsola.

Il giorno 16 aprile 2020 l’AIFA pubblica sul proprio sito una nota, inviata poi a tutti i medici di base, al fine di autorizzare la prescrizione di eparine a basso peso molecolare nei pazienti adulti con COVID-19.

https://www.aifa.gov.it/documents/20142/1123276/Eparine_Basso_Peso_Molecolare_11.04.2020.pdf/e30686fb-3f5e-32c9-7c5c-951cc40872f7?fbclid=IwAR02ahJ4Gj9fLk9vMdv-xQKhqQMSRxFotnOcCJRkpiQi4PNfTJ6CG_Z1HF4

Intanto la Scientific Research and Community, nota rivista americana di ricerca cardiologica, ha dato ampio spazio, nell’edizione di lunedì 13 aprile 2020, alla tesi del professore Salvatore Spagnolo volta a promuovere un utilizzo precoce dell’eparina come strumento per contrastare le più deleterie conseguenze del Covid19.

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