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Sclerosi Multipla e Ricerca: L’impegno del Territorio tra Nuove Scoperte e Vecchi Pregiudizi

La lotta alla Sclerosi Multipla (SM) si trova oggi a un bivio cruciale. La recente cronaca locale, con particolare risalto da parte di BergamoNews, ha acceso i riflettori su un’importante scoperta scientifica. La Scoperta: Una Proteina come “Bussola” per la Malattia

La ricerca ha individuato un biomarcatore fondamentale: una proteina presente nel sangue che sarebbe in grado di predire l’andamento della malattia e la risposta ai trattamenti. Questa scoperta rappresenta un passo avanti straordinario verso quella che definiamo medicina di precisione, permettendo di monitorare la neurodegenerazione attraverso un semplice prelievo ematico, superando in termini di tempestività anche la risonanza magnetica.

Mentre però la scienza procede spedita nella scoperta di nuovi farmaci e marcatori, assistiamo a un fenomeno speculare e preoccupante: il persistere di un forte pregiudizio nei confronti del filone di ricerca sulla CCSVI (Insufficienza Venosa Cerebro-Spinale Cronica). Ci troviamo di fronte a un interrogativo ineludibile: la CCSVI è un caso scientifico o politico? Purtroppo, continuiamo a testimoniare una dinamica triste per l’intera comunità scientifica. La diagnosi e la gestione della Sclerosi Multipla avvengono oggi secondo criteri che sono stati ripetutamente modificati negli ultimi anni, adattandosi a nuove evidenze. Tuttavia, questa flessibilità sembra venire meno quando si tratta di esplorare ambiti che esulano dai protocolli farmacologici consolidati. Una Svolta Mancata e il Silenzio della Neurologia L’affacciarsi di una scoperta originale come la CCSVI, che per sua natura sarebbe ideale per una condivisione interdisciplinare tra neurologi, radiologi interventisti e chirurghi vascolari, avrebbe dovuto rappresentare una svolta epocale. In una patologia che è ancora oggi orfana di una cura risolutiva, l’integrazione delle competenze avrebbe potuto aprire orizzonti inesplorati. Di fatto, invece, assistiamo a un rifiuto aprioristico di esplorare questo innovativo percorso scientifico proprio da parte del neurologo, la figura che ha la responsabilità primaria nella gestione della SM. È disarmante constatare come questo rifiuto alla collaborazione sia spesso frutto di veri e propri “ordini di scuderia”, che impediscono di interagire nel nome della medicina e del diritto alla salute.

Come associazione, plaudiamo ai successi della ricerca bergamasca sui biomarcatori, ma ribadiamo che la vera scienza deve essere libera da condizionamenti e barriere dogmatiche. La generosità del territorio e l’impegno dei ricercatori sono il motore che ci permette di continuare a chiedere risposte. Non smetteremo di lottare affinché ogni strada promettente — inclusa quella vascolare — venga percorsa con onestà intellettuale. La speranza di una vita migliore per migliaia di pazienti non può restare ostaggio di dinamiche politiche o di chiusure accademiche.

https://www.bergamonews.it/2026/01/22/sclerosi-multipla-individuata-molecola-che-promuove-la-riparazione-del-sistema-nervoso/862261/?fbclid=IwRlRTSAPjZadleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZA8xNzM4NDc2NDI2NzAzNzAAAR5BPagBz82QExQmtsEj1ewF1cSolSGrErjb31LnC3T7Hb3IohJBQdGcredOPQ_aem_0f3MsHdT69gwSebL22JRLQ