03-Due pesi, due misure

Diversamente da quanto non si fece nei confronti del professor Giancarlo Comi per le sue dichiarazioni ad Amsterdam, lo si fece, viceversa nei confronti del professor Giampiero Avruscio il 26 novembre 2012.

 

Un intervista rilasciata ad un quotidiano Veneto ha causato l’estromissione dell’Ospedale S.Antonio di Padova dallo studio Brave Dreams, che ha l’obbiettivo di verificare la correlazione tra Sclerosi Multipla e CCSVI.

A rilasciarla il primario di angiologia dell’Ospedale, il Dott. Giampiero Avruscio, la sua equipe infatti era stata scelta per effettuare la diagnosi e l’intervento, con la sperimentazione del metodo Zamboni. “Agiremo nell’ambito dello studio Brave Dreams, in collaborazione con il professor Paolo Zamboni- aveva sottolineato Giampiero Avruscio. L’intenzione è quella di effettuare l’intervento su almeno 30 pazienti. Poi, con nuovi studi, potremmo intervenire su altri ammalati”, aveva dichiarato qualche giorno prima.

Dichiarazioni che però hanno di fatto violato una regola importante del protocollo di studio approvato dal Comitato Etico dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara. Regola che ha lo scopo di tutelare la modalità comunicativa indipendentemente dai contenuti.

Il Protocollo chiede che: “La divulgazione di notizie relative allo studio, con qualsiasi mezzo comunicativo, potrà avvenire soltanto attraverso il Responsabile Scientifico oppure la Chairperson dello Steering Committee, perché in accordo fra loro, e con il consenso della maggioranza dei membri  dello Steering Committee, la divulgazione potrà  poi  avvenire soltanto attraverso l’ufficio stampa dell’Ente promotore, Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara, o comunque con il consenso dello stesso Ente. I medici e gli operatori partecipanti allo studio Brave Dreams, infatti, firmano un “Modulo di accordo”, parte integrante del protocollo di studio”.

Ecco le parti salienti: “In qualità di medico partecipante, dichiaro di aver esaminato questo Protocollo … Accetto di partecipare allo studio in conformità al protocollo… Accetto di tenere riservati il contenuto del protocollo, tutti i materiali, le informazioni/i documenti/i risultati non pubblicati e di non divulgarli a persone non autorizzate”.

Motivazioni illustrate in un a breve nota stampa, a firma della Dott.ssa Graziella Filippini, in qualità di Chairperson dello Steering Committee, la quale, dopo aver avuto approvazione dalla maggioranza dei suoi componenti, ha inviato al Primario di Angiologia dall’Ospedale S.Antonio la comunicazione di non autorizzare di inclusione del Centro di Padova nello studio Brave Dreams.

 

La domanda, naturalmente, sorge spontanea: perché due pesi e due misure?

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