Skip to main content

Il collocamento mirato delle persone con disabilità non ha mai funzionato bene. La legge 68 va riformata

Il concetto di collocamento mirato, introdotto dalla legge 68/99 “Norme per il diritto al lavoro dei disabili”, fa riferimento a una serie di strumenti che permettono di individuare e valutare le effettive capacità lavorative e professionali della persona disabile al fine di inserirlo nel posto di lavoro più adatto.

In tal modo il lavoratore potrà avere un inserimento più aderente alle sue possibilità e il datore di lavoro avrà modo di considerare l’assunzione di un lavoratore con disabilità come una risorsa da valorizzare.

La legge 68/99, rispetto alla vecchia normativa (legge 482/68) ha quindi realizzato un passaggio fondamentale da una modalità di inserimento impositiva e vincolistica a una modalità consensuale di collocamento.

Purtroppo, a dispetto della coerenza del disegno normativo, l’attuazione concreta della l. n. 68/1999 ha incontrato sin dalla sua introduzione, ostacoli di natura amministrativa, organizzativa e culturale, che ne hanno compromesso l’efficacia sostanziale come attestato dalle numerose violazioni che, nel tempo, molte persone ci hanno segnalato.

Nel corso del Consiglio  direttivo nazionale, che la nostra Associazione ha tenuto sabato 22 novembre, abbiamo affrontato questo problema decidendo di tentare di risolvere questa situazione insostenibile per persone cosiddette fragili coinvolgendo la Consulta comunale per il superamento dell’handicap del Comune di Bologna, al fine di sensibilizzare le Istituzioni, Sia territoriali che nazionali, al fine di modificare l’attuale normativa.

A supporto di questa nostra istanza, le Relazioni biennali al Parlamento, previste dall’art. 21 della legge, che documentano con chiarezza la profonda disomogeneità territoriale nell’applicazione della normativa e la persistente resistenza dei datori di lavoro al reclutamento di quelle persone che versano in una condizione di (incolpevole) vulnerabilità .

Per sensibilizzare le istituzioni sul collocamento obbligatorio dei disabili si possono adottare strategie di advocacy che mettano in luce i benefici concreti per le aziende, come la trasformazione di un obbligo in un’opportunità, e che promuovano il dialogo con le istituzioni stesse.

Un approccio efficace, poi, è presentare testimonianze di successo e casi positivi di integrazione lavorativa, informare sulle normative vigenti e sui vantaggi economici, e collaborare con associazioni di categoria e centri per l’impiego.

Altro fattore di forte condizionamento riguarda il più generale approccio culturale al fenomeno disabilità, in grado di condizionare negativamente, nei percorsi di accesso e di permanenza al lavoro.

Su questo piano, appare urgente un forte investimento in interventi a favore di nuove politiche di sensibilizzazione, nei contesti di vita sociale e lavorativa, anche mediante l’utilizzo di social e nuovi media. Più della solidarietà, in questo caso, c’è da valorizzare l’esempio e il “fare”, anche prendendo spunto dal grande impatto positivo e dalla visibilità mediatica offerti di recente dal mondo dello sport: i Campionati Europei Paralimpici di Atletica leggera a Berlino, i Mondiali in Messico, i campionati italiani di rugby, le mitiche ma sempre stupefacenti performance di Zanardi o di Bebe Vio. Esempi che hanno consentito a centinaia di persone, prima di tutto i ragazzi, di uscire da un isolamento a volte autoindotto, ma più spesso determinato nella collettività da “presunte” difficoltà a immaginare una normalità valida per tutti.

Nel frattempo, per chi fosse interessato, segnaliamo questa interessante opportunità:

PERCORSI FORMATIVI GRATUITI

Corsi online riservati a categorie protette

Formazione, inclusione e nuove opportunità di lavoro

Atena SpA promuove un’offerta di percorsi formativi completamente gratuiti, con l’obiettivo di favorire la crescita professionale e l’inserimento nel mondo del lavoro.

I destinatari sono candidati a missione di lavoro in somministrazione iscritti e selezionati dalle Agenzie per il Lavoro promotrici.

I corsi sono finanziati dal Fondo FormaTemp

I corsi si svolgono in  webinar e sono dedicati alle categorie protette (legge 68/99), con percorsi di orientamento e formazione personalizzati.

Per tutti i dettagli sui percorsi programmati:

e-mail: info@atenateam.it

Tel. 030.224070

Sito web:

https://www.atenateam.it/