Nel segno di Massimo De Girolamo…
Un medico visionario, che credeva fermamente nella ricerca come strumento per migliorare le condizioni dei suoi pazienti.
Si svolgerà a Montoro, in provincia di Avellino, dal 21 al 31 luglio 2025 la 10ª edizione del Borgo Salus – Villaggio Itinerante di Educazione al Benessere.
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Sarà occasione per commemorare Massimo DE GIROLAMO, già Consigliere nazionale dell’Associazione sclerosi multipla albero di Kos, tornato alla casa del Padre il 9 dicembre 2024. Un medico che è riuscito a farsi amare da tante persone della nostra comunità associativa e che ci ha toccato con il suo insegnamento, la sua gentilezza e la sua dolcezza.
Promuovere e attivare ogni percorso per costruire e mantenere uno stato di benessere restava l’obiettivo principale che si poneva Massimo attraverso la realizzazione del Progetto verso Borgo Salus. Ma come? e con quale strategia?
Educare a corretti stili di vita fin dalla prima infanzia.
Due piani e due percorsi diversi:
- il centro di riabilitazione, promozione all’attività motoria e diagnostica avanzata a Granarolo dell’Emilia.
- il festival itinerante Borgo Salus.
Piani e percorsi diversi ma convergenti nell’unico obiettivo: promuovere il benessere.
Così, Massimo descriveva questo suo progetto:
Il Festival, strutturato in più giorni e in diverse città italiane, mirava a sensibilizzare i più giovani, i genitori e gli anziani ad attenzionare i mass media e i social network sulle tematiche dell’utilità dell’attività fisico-sportiva, della corretta alimentazione per mantenersi in buona salute, di un ambiente sano ed ecosostenibile ed infine, ma di un’importanza cruciale per la missione della nostra associazione, l’anticipazione diagnostica e il diritto negato di accesso alle cure di tanti cittadini in stati di difficoltà. Forse, se questa può essere considerata una colpa, Massimo è stato colpevole di curiosità ed eclettismo. Curiosità che lo indusse a contattare la nostra neonata associazione nell’anno 2011 per dar vita alla realtà associativa campana.
Massimo era consapevole che anche nella scienza, come ben descriveva Francesco Alberoni in un suo editoriale del settembre 2008, sono i centri di potere accademico internazionali che controllano i finanziamenti e le pubblicazioni e impongono le proprie proposte e le proprie idee, emarginando gli scomodi, i devianti, quelli fuori dal coro.
E proprio questa consapevolezza per un “medico visionario” quale Massimo era, che non si limitava alla pratica medica convenzionale, ma che guardava oltre, anticipando le tendenze, abbracciando nuove tecnologie e approcci innovativi per migliorare la cura dei suoi pazienti, e non solo, lo indusse a meglio comprendere la big idea del professor Paolo Zamboni, nella consolidata convinzione che la scienza non è affatto obiettiva e imparziale come il grande pubblico immagina. Ancora oggi, le scoperte più originali vengono fatte da individui che devono lottare contro il conformismo accademico.
Ripercorriamo, dunque, le tappe più significative Che hanno consentito al professor Paolo Zamboni di postulare la sua BIG IDEA: