Perché sui vaccini AstraZeneca l’allarme non è giustificato dai dati?

Dopo lo stop in Italia, di un lotto di dosi del vaccino di Astrazeneca, siglato ABV 2856,  causa di allarme legato alla segnalazione di  casi di trombo embolia,  avvenuti in concomitanza con la somministrazione del vaccino, vi segnaliamo l’intervista che ieri ha rilasciato a Telestense  il prof. Paolo Zamboni, direttore del Centro di Malattie vascolari dell’Azienda ospedaliero universitaria di Ferrara.

Ieri a tranquillizzare sulla validità di Astrazeneca, la cui somministrazione è stata sospesa in alcuni Paesi europei, non in Francia né in Germania, è intervenuta anche la Società francese di malattie vascolare, che in un comunicato ufficiale a firma della Presidente, Marie-Antoinette Sevestre, dichiara che “24 casi di trombosi in pazienti vaccinati segnalati su 8 milioni di persone vaccinate in tutta Europa, secondo l’Agenzia europea per i medicinali, sono ben al di sotto dell’incidenza prevista nella popolazione; quindi aggiunge non vi è alcun segnale di aumento delle complicanze con questo vaccino. Alcuni paesi, continua  hanno applicato il principio di precauzione e interrotto la vaccinazione ma i centri di farmacovigilanza francesi non hanno rilevato casi identici. Perciò importante a scopo precauzionale analizzare i lotti di vaccini corrispondenti ai casi, ma, assolutamente da non interrompere la vaccinazione con questo farmaco,  assicurando la disponibilità dei medici vascolari a dare qualsiasi informazione ai  pazienti.”

“Accusare un vaccino che ha passato tutti i test dell’Agenzia del farmaco, senza dare eventi di questo tipo, – dice il professor Paolo Zamboni – mi sembra azzardato, ma è tutto da verificare. Sono più portato a credere che sia opera di ciò che vogliamo prevenire piuttosto che del vaccino.”

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