Sclerosi multipla, dai geni le terapie su misura
I fondi UE per Martina Absinta la ricercatrice dell’Humanitas rientrata dagli Usa 4 settembre 2025. Un milione e mezzo di euro per studiare la sclerosi multipla con metodologie e strumenti diagnostici all’avanguardia.
È il finanziamento Erc (fondi per la ricerca dell’Unione Europea) destinato al progetto della ricercatrice che ha insegnato anche alla Johns Hopkins University Humanitas Hospital (il polo medico e universitario di Pieve Emanuele, nel milanese) Martina Absinta che punta a studiare i meccanismi molecolari della malattia degenerativa e a identificare i marcatori per la prognosi. Tra le strategie più innovative che saranno utilizzate le tecniche di laboratorio che «riavvolgono il nastro» della vita cellulare fino allo stadio staminale. Dai geni, la dottoressa Absinta cercherà le soluzioni mediche e scientifiche per personalizzare le terapie per un gruppo di pazienti che arrivano da tutta Italia con una prevalenza del 70 per cento di assistiti lombardi affetti da sclerosi multipla.
«Questa malattia è sempre stata un mio grande interesse, perché unisce due ambiti che mi affascinano sin dai tempi dell’università: l’Immunologia e le neuroscienze – racconta Martina Absinta. Vincere un finanziamento EEC è un’enorme soddisfazione professionale, e consentirà al mio team di portare avanti uno studio ambizioso su una malattia che in Italia riguarda oltre 144mila persone, con oltre 3.500 nuove diagnosi ogni anno». Lo studio che ha notevoli ricadute concrete per salvaguardare i pazienti dalla degenerazione celebrale precoce prevede due linee di ricerca: la prima ha come obiettivo l’individuazione dei meccanismi molecolari alla base delle infiammazioni croniche nei pazienti con sclerosi multipla.
Verranno utilizzate cellule del sangue o della pelle dei pazienti, che attraverso specifici trattamenti in vitro saranno ricondotte allo stadio di cellule staminali e successivamente portate a differenziarsi in cellule immunitarie all’interno del sistema nervoso centrale, coinvolte nell’infiammazione. Grazie a questa tecnica avanzata sarà possibile studiare i meccanismi cellulari e i geni coinvolti nel processo di senescenza delle cellule cerebrali.
La seconda linea di ricerca, più concentrata sul fronte clinico, parte da un’importante osservazione effettuata recentemente dal team della dottoressa Absinta. Nelle persone affette da sclerosi multipla possono presentarsi diversi tipi di lesioni a carico del sistema nervoso centrale, con caratteristiche e conseguenze che differiscono a seconda della tipologia: i pazienti che presentano lesioni croniche mostrano una ridotta capacità nella riparazione dei tessuti e un decorso clinico meno favorevole. Queste lesioni, identificate tramite risonanza magnetica, si presentano sotto forma di «anelli» dai bordi scuri.
L’obiettivo è comprendere in che modo queste lesioni determinino una peggiore prognosi, valutando le differenze nel comportamento di cellule immunitarie e neuronali di pazienti con molte lesioni croniche attive rispetto a pazienti che non ne hanno. Intenso il percorso professionale della vincitrice del grant: laureata in medicina e specializzata in neurologia all’Università Vita-Salute San Raffaele, nel 2016, presso lo stesso ateneo, Martina Absinta ha conseguito un dottorato di ricerca internazionale in Medicina molecolare. Il suo lavoro di ricerca è stato condotto presso i National Institutes of Health negli Stati Uniti tra il 2012 e 2018. Successivamente è stata Assistant Professor of Neurology alla Johns Hopkins University, USA e poi responsabile dell’Unità di Neuropatologia Traslazionale all’IRCCS San Raffaele (2022–2024). Oggi è Professoressa Associata di Neurologia presso Humanitas University e responsabile del laboratorio di Neuropatologia Sperimentale dell’IRCCS Istituto Clinico.
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