Sclerosi multipla: gli scienziati scoprono un possibile trattamento
La scienza ha appena fatto un enorme passo avanti nella ricerca di una cura per la sclerosi multipla.
Il nuovo studio è stato effettuato presso l’Università di Edimburgo, dove un team di ricerca ha scoperto che il farmaco per il diabete che contiene il principio attivo pioglitazone è in grado di proteggere le cellule nervose nei ratti. Gli scienziati sperano ora di poter replicare gli stessi effetti sugli esseri umani.
La sclerosi multipla è una condizione che dura tutta la vita ed affligge il cervello e la spina dorsale, causando una varietà di problemi di mobilità. Si calcola che circa 2.5 milioni di persone ne soffrano in tutto il mondo.
Vi è un elevato rischio che le persone con la sclerosi multipla diventino disabili proprio a causa delle cellule nervose, quando vengono private del loro strato protettivo, la guaina mielinica, e questo può provocare difficoltà nel camminare, parlare e mangiare, man mano che la condizione avanza nel tempo.
Gli scienziati hanno scoperto che il pioglitazone innesca un processo naturale di protezione delle cellule nervose, e questo potrebbe fermare l’avanzamento della malattia.
«Anche se la nostra comprensione riguardo alla sclerosi multipla è nettamente migliorata durante il corso degli ultimi vent’anni, le nuove terapie non proteggono le fibre dei nervi», ha spiegato dottor Don Mahad, dell’università scozzese.
«Questa scoperta scientifica è di estrema importanza e siamo portati a credere che si possa finalmente arrivare ad un trattamento per la sclerosi multipla».
La ricerca è stata finanziata dall’associazione MS Society.